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14/11/2024 14:45 - Maddalena Ferronato

Come redigere il bilancio di sostenibilità in 10 step

Nell’articolo precedente abbiamo approfondito il Bilancio di sostenibilità: cos’è, la sua evoluzione, quali sono gli elementi che lo compongono e soprattutto perché è così importante per le aziende.

Ma come si redige un bilancio di sostenibilità efficace e in linea con le migliori pratiche?

In questo articolo, esploreremo i 10 step indispensabili per creare un bilancio completo e trasparente (e soprattutto in linea con la normativa CSRD), capace di riflettere in modo accurato il vostro impegno verso un futuro più sostenibile.

Seguendo queste linee guida, potrete strutturare il vostro bilancio in modo chiaro e convincente, rispettando sia le normative vigenti che le aspettative del mercato.

Ma non perdiamo altro tempo e passiamo subito alla lista dei 10 step indispensabili per redigere il tuo bilancio di sostenibilità!

1. LETTERA AGLI STAKEHOLDER

Ogni bilancio che si rispetti si apre con una lettera di apertura dedicata agli stakeholder (i “portatori di interesse” che influenzano o vengono influenzati dall’azienda).

Si tratta di una vera e propria introduzione scritta dal CEO o dal presidente che spiega l'impegno dell'azienda verso la sostenibilità, gli obiettivi raggiunti e le sfide future. L’obiettivo è quello di dimostrare il supporto del top management e la rilevanza strategica della sostenibilità per l’azienda.

I nostri consigli?

  • Sottolinea l’importanza della sostenibilità per l’azienda.
  • Esplicita l’impegno continuo verso la sostenibilità.
  • Stabilisci il collegamento con la missione e i valori aziendali.
  • Evidenzia iniziative specifiche e successi rilevanti.
  • Sii onesto riguardo agli ostacoli incontrati.
  • Descrivi le azioni correttive o le strategie future.

 

2. PROFILO AZIENDALE

Un po’ come la presentazione aziendale che già mostri ai nuovi clienti e fornitori… ma mettendo in risalto le strategie di sostenibilità dell’azienda e le sue evoluzioni in merito!

Descrivi la tua organizzazione: presenta l’azienda, racconta la vostra storia e le evoluzioni, la missione, i valori, le attività principali e i mercati di riferimento.

Non dimenticarti della struttura della Governance: descrivi, attraverso un diagramma, chi è responsabile di cosa, chi ha il potere decisionale e come vengono prese le decisioni all’interno dell’organizzazione, che essa sia un’azienda, un ente pubblico o una ONG.

Ovviamente con un focus su come vengono integrate le questioni di sostenibilità nei processi decisionali!

Inoltre, fai una sintesi della strategia di sostenibilità, degli obiettivi a lungo termine e delle politiche implementate.

Se non è il tuo primo bilancio di sostenibilità, puoi sottolineare i risultati raggiunti rispetto all’anno precedente e fare una breve descrizione degli obiettivi che affronterai in futuro.

 

3. ANALISI DI DOPPIA MATERIALITA’ 

Questo passaggio è cruciale e sicuramente non da sottovalutare, per questo difficilmente potrai farlo senza affidarti ad un professionista.

Cos’è analisi di doppia materialità? E’ uno strumento che serve a valutare e identificare gli aspetti materiali di un’organizzazione, ossia quelli più rilevanti per le sue performance economiche, ambientali e sociali, sia dal punto di vista interno (dell’azienda) che esterno (degli stakeholder).

Si parla quindi di:

·        Materialità finanziaria o "outside-in": riguarda l'impatto che le questioni ambientali, sociali e di governance (ESG) hanno sull'azienda stessa, in termini di rischi e opportunità finanziarie. Ad esempio, l’impatto del cambiamento climatico sui costi di produzione o la reputazione aziendale.

·        Materialità di impatto o "inside-out": riguarda l'impatto che l'azienda ha sull'ambiente, sulla società e sugli stakeholder. Questa dimensione si focalizza sugli effetti che l'attività dell'impresa produce sull’ambiente e sulla comunità, ad esempio l’inquinamento, il consumo di risorse o il rispetto dei diritti umani.

Come puoi individuare i tuoi obiettivi di sostenibilità senza aver fatto una corretta analisi di doppia materialità?

 

4. MAPPATURA DEGLI STAKEHOLDER

Chi legge e valuta il tuo bilancio di sostenibilità?

I tuoi stakeholders ovviamente! Letteralmente “portatore di interesse”, si definisce stakeholder qualsiasi persona, gruppo o organizzazione che è INTERESSATO o può ESSERE INFLUENZATO dalle attività di un’azienda (in ambito ambientale, sociale ed economico).

Chi sono i “portatori di interesse “della tua azienda? Dipendenti, fornitori, investitori, comunità locali, governi e ONG.

La mappatura degli stakeholder è un processo fondamentale per gestire le relazioni con gli stessi in maniera efficace!

Come mappare i tuoi stakeholder?

  • Definisci ed elenca gli stakeholder attraverso un’analisi approfondita sul mercato e un brainstorming con il team;
  • Classifica gli Stakeholder in base all’interesse a all’influenza. Quanto potere ha lo stakeholder nel determinare il successo o l’insuccesso di un progetto o iniziativa? Quanto è interessato lo stakeholder all’esito del progetto?

In questa sezione puoi definire i dettagli sui processi di consultazione e dialogo con gli stakeholder e su come questi hanno influenzato la strategia e il bilancio di sostenibilità.

 

5. NOTA METODOLOGICA: obiettivi e Indicatori di Performance (ESRS e standard GRI)

Siamo a metà dell’opera: hai definito chi sei, i tuoi obiettivi, quali sono i tuoi impatti esterni ed interni e a chi ti rivolgi… ora devi fornire una chiave di lettura al lettore del tuo bilancio di sostenibilità!

Quali sono gli standard e i parametri che permettono agli stakeholder di poter misurare le tue performance?

Partiamo dagli standard ESRS (European Sustainability Reporting Standards) che sono obbligatori e quindi assolutamente da includere in un bilancio di sostenibilità in linea con la direttiva CSRD, mentre gli standard GRI (Global Reporting Initiative), si possono adottare in forma volontaria.

Cosa sono gli standard ESRS?

Gli standard ESRS coprono una vasta gamma di tematiche ESG, raggruppate in diverse categorie:

  • Ambientale: Emissioni di gas serra, cambiamenti climatici, biodiversità, uso delle risorse idriche, economia circolare, inquinamento.
  • Sociale: Diritti umani, condizioni di lavoro, pari opportunità, inclusione, relazioni con la comunità, protezione dei dati personali.
  • Governance: Etica, integrità aziendale, gestione dei rischi, governance aziendale, conformità alle normative.

Cosa sono gli standard GRI?

Gli standard GRI sono delle linee guida internazionali che hanno l’obiettivo migliorare la trasparenza e la responsabilità delle imprese.

Attualmente esistono 34 standard che fanno parte del framework GRI, e sono suddivisi in diverse categorie per coprire i vari aspetti della sostenibilità aziendale.

Le divisioni principali sono 3 (ognuna delle quali presenta delle sottocategorie):

     1. STANDARD GRI UNIVERSALI, cioè quelli che trattano i valori comuni a tutte le aziende e organizzazioni (principi fondamentali, struttura governance ed etica aziendale, temi materiali).

     2. STANDARD GRI DI SETTORE, specifici per il tipo di attività dell’azienda.

     3. STANDARD GRI TEMATICI: economici, ambientali e sociali.

L’utilizzo di questi standard contribuisce a dare maggior validità al bilancio in quanto lo rende perfettamente comparabile tra aziende dello stesso settore e dimensioni!

 

6. Obiettivi di sviluppo sostenibile SDGs ( AGENDA 2030)

Collegare, se possibile, gli obiettivi ESG scelti con gli obiettivi dell’Agenda 2030!

Gli obiettivi dell’Agenda 2030 sono 17 e rappresentano un piano d'azione globale per promuovere il benessere umano, proteggere il pianeta, e garantire la prosperità entro il 2030.

Questi obiettivi sono stati adottati nel 2015 da tutti i Paesi membri dell'ONU come parte di un impegno collettivo a migliorare la vita delle persone in tutto il mondo, affrontando le sfide più urgenti del nostro tempo.

Sarebbe opportuno osservare ognuno di questi obiettivi e cercare di capire come l’azienda può agire per ognuno di essi. Non è necessario scegliere TUTTI i 17 obiettivi dell’Agenda, ma concentrarsi per molti di essi può aumentare l’efficacia del bilancio!

 

7. Performance Ambientale

Finalmente entriamo nel cuore del bilancio di sostenibilità, ossia le azioni concrete attuate dalla tua azienda! Partiamo dalle tue azioni migliorative verso la salvaguardia dell’ambiente ovvero:

  •        Gestione delle Risorse: Consumi energetici, utilizzo delle risorse idriche, gestione dei rifiuti e iniziative di efficienza energetica.
  • Emissioni e Impatto Ambientale: Monitoraggio delle emissioni di gas serra (Scope 1, 2 e 3), azioni di riduzione e strategie di mitigazione.
  • Biodiversità e Territorio: Interventi per la protezione della biodiversità e la gestione sostenibile del territorio.
  • Impatto Positivo sulla Comunità: Progetti che hanno avuto un impatto positivo sul territorio o sugli stakeholder.

Sono tante le iniziative e le strategie che puoi adottare per ridurre il tuo impatto ambientale, magari pensando anche a nuovi sistemi, sostituzioni di macchinari ecc…

In questo il team di Ekoservice ti può supportare al 100%!

 

8. Performance Sociale

Non solo ambientale… l’impatto è anche sociale!

L'impatto sociale riguarda come le attività di un'azienda influenzano le condizioni di vita, il benessere e la qualità della vita delle persone, sia a livello locale che globale.

Cosa può fare un’azienda per migliorare l’impatto sociale?

  • Risorse Umane e Lavoro: Politiche su benessere dei dipendenti, inclusione, diversità, formazione e sviluppo professionale.
  • Condizioni economiche: Creazione di posti di lavoro, miglioramento del reddito, riduzione della povertà.
  • Salute e Sicurezza: Misure per garantire la sicurezza sul lavoro e promuovere un ambiente di lavoro sano.
  • Diritti Umani e Responsabilità Sociale: Azioni volte a rispettare i diritti umani lungo la filiera, pratiche di lavoro etiche.

 

9. Struttura Governance

Esploriamo ora la G di “Governance”!

La sfera della governance è una sezione in cui si delineano le pratiche, i principi e le strutture che l'organizzazione adotta per garantire una gestione etica, trasparente e responsabile.

Di seguito, ti fornisco una guida su cosa includere nella sfera della governance:

1.        Struttura Organizzativa e Ruoli: Descrivere la struttura del Consiglio di amministrazione (CDA) e dei comitati (audit, rischio, sostenibilità, etc.). Specificare i ruoli e le responsabilità dei membri del consiglio, dei dirigenti e dei comitati.

2.        Valori e Principi di Governance: Spiegare i principi guida come trasparenza, integrità, equità e responsabilità.

3.        Politiche di Conformità e Regolamentazione: Evidenziare la gestione della conformità alle leggi anticorruzione, protezione dei dati, e sicurezza.

4.        Gestione del Rischio: Descrivere i processi per l'identificazione, la valutazione e la gestione dei rischi (operativi, finanziari, strategici, reputazionali).

5.        Responsabilità Sociale d'Impresa (RSI) e Sostenibilità: Evidenziare l'impegno verso pratiche sostenibili e responsabilità sociale.Includere obiettivi di sviluppo sostenibile (ESG - Environmental, Social, Governance).

6.        Trasparenza nei Rapporti Finanziari: Descrivere il sistema di controllo interno per garantire la correttezza e l'affidabilità dei dati finanziari.

7.        Etica e Trasparenza: Descrivere le misure adottate per promuovere una cultura aziendale etica, inclusi codici di condotta.

 

10. Conclusioni e Impegni Futuri

Siamo arrivati alla conclusione di questo ricco e complesso documento, un viaggio tra raccolte dati, riflessioni, obiettivi raggiunti e da raggiungere, strategie e politiche di miglioramento… non dimenticarti che il bilancio di sostenibilità non è solo il tuo fiore all’occhiello ma anche una promessa: la promessa della tua azienda di migliorarsi di anno in anno e di mantenere alti i suoi standard!

Elenca ora:

  • Le vostre prospettive Future: il piano d’azione per il futuro, con obiettivi a breve, medio e lungo termine in ambito sostenibilità.
  • Le lezioni apprese: Riflessione sui progressi compiuti e sulle aree di miglioramento.

Spero che questo articolo ti sia stato utile per avere un quadro chiaro sulla scaletta da osservare per scrivere un bilancio di sostenibilità in linea con la direttiva CSRD!

Ora che sei arrivato fino a qui avrai senz’altro capito che redigere un bilancio di sostenibilità non è una cosa che si fa in poche semplici mosse, la sua struttura è complessa e articolata, e ci sono tante norme specifiche, standard ed obblighi da rispettare…

Un bilancio formalmente scorretto, incompleto e che non rispetta gli standard, non potrà essere considerato valido e quindi firmato da un revisore di sostenibilità… che ne dici di affidarci il compito e lasciarti guidare da un professionista? Contattaci per una consulenza gratuita!

 

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